Autoindagine: la A. di r.A.p.s.o

autoindagine [au-to-in-dà-gi-ne] s.f.
Indagine non ufficiale gestita o promossa autonomamente da chi ne è direttamente coinvolto

Fonte: DIZIONARIO DI ITALIANO HOEPLI EDITORE.IT https://dizionari.repubblica.it/Italiano/A/autoindagine.html

Autoindagine è un’indagine investigativa svolta dai diretti interessati. Nel nostro caso è un’indagine scientifica.

Noi sperimentatori siamo i diretti interessati.

La raccolta dei dati, le testimonianze ed i risultati del nostro esperimento globale “non sono ufficiali”.

Non siamo medici, non è uno studio clinico ed allo stato attuale non saremo riconosciuti dalla “medicina ufficiale”.

Questo però ci importa poco, perchè ciò che avremo sperimentato sulla nostra pelle sarà per noi stessi fondamentale.

Inoltre, i risultati e le conoscenze ottenuti e sviluppate all’interno della nostra comunità saranno condivisi liberamente.

Autoindagine non è meditazione

Se cerchiamo su Google la parola “autoindagine” troviamo essenzialmente risultati connessi a pratiche spirituali o di meditazione.

Per quanto possano essere discipline o filosofie più che lodevoli non sono il nostro campo di interesse.

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La nostra accezione di autoindagine ha sicuramente un valore molto legato alla crescita personale ed alla conoscenza di sè ed in questo senso può essere di aiuto a chi pratica esercizi meditavi.

Ma l’indagine che R.A.P.S.O. promuove ha un senso esteso che include, sia agli aspetti psicologici di ricerca del Sè (IO) e di indagine dell’inconscio (un’autoindagine appunto!) sia a quelli fisici, aspetti che un medico potrebbe definire diagnostici.

Noi però non facciamo diagnosi e non esercitiamo alcuna forma di medicina bensì promuoviamo la salute di corpo e mente attraverso una auto-conoscenza psico-fisica per mezzo di una tecnica di riflessologia semplice da sperimentare.

Autoindagine… automatica

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La metafora della riflessologia: la mappa dei punti è come una serie di pulsanti che se premuti consentono di ottenere “automaticamente” certi effetti (riflessi) in precise e predeterminate zone del corpo (organi) e della psiche (emozioni).

La stimolazione delle zone riflessogene favorisce in maniera spontanea ed automatica delle risposte.

L’attivazione dei punti corrisponde alla domanda.

La domanda che sta alla base dell’autoindagine nella riflessologia R.A.P.S.O. è la seguente:

Cosa sa il mio corpo che io non so?

L’autoindagine è quindi legata indissolubilmente agli aspetti psicosomatici e somatopsichici della patologia (nel caso vi fosse una malattia in essere) o della condizione psico-fisica che stiamo indagando.

Autoindagine: un aiuto alla diagnosi del medico?

La possibilità di indagare la pelle fornisce una lettura di parametri soggettivi ed oggettivi.

All’autoindagine si evidenzia un fastidio cutaneo localizzato sul punto riflesso corrispondente ad un organo momentaneamente o cronicamente in disequilibrio.

Questo parametro, per quanto soggettivo, è reale e fornisce indicazioni abbastanza precise sul nostro stato di salute presunto.

Nel caso in cui rilevassimo un valore di sensibilità alterata su una zona cutanea che riflette un organo può essere utile rivolgerci al nostro medico per richiedere ulteriori approfondimenti sull’apparato di nostro interesse con i metodi diagnostici a sua disposizione.

Autoindagine: quasi autoanalisi

Già il padre della psicologia Sigmund Freud era favorevole all’autoanalisi poichè interpretava egli stesso i propri sogni.

Noi di R.A.P.S.O. siamo evidentemente favorevoli all’iniziativa e all’assunzione di responsabilità personale del cliente nel processo di guarigione che a nostro avviso è sempre di autoguarigione poichè il corpo trova in se stesso le forze per guarire esattamente come fa la psiche che ha in se la possibilità di indagarsi e comprendersi risolvendo traumi e conflitti, appagando bisogni e realizzando desideri.

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La confusione di un occidentale di fronte ai distributori automatici di bibite a Tokio (rappresenta le difficoltà interpretative che si possono incontrare in un percorso di autoanalisi)

Ci rendiamo altresì conto che il materiale che emerge grazie all’autoindagine R.A.P.S.O. spesso possa essere complesso da gestire e da integrare nella propria visione di sè, soprattutto se si tratta della riemersione di contenuti traumatici.

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